RSS

giovedì 31 luglio 2008

CONFORMITY

Conformismo.



E' colui che è diverso ad essere lasciato fuori al gelo.



"How I met your mother"
Episodio 17 Stagione 1 : Life among the gorillas
Per l'immagine si ringrazia www.beawesomeinstead.com

Ragazzi, ci tengo che ora mi ascoltiate bene e che facciate entrare questa cosa nella vostra mente: in molti casi, NON c'è nulla di male nell'essere ed agire come gli altri. Per "gli altri", chiaramente, non intendo chi pare a voi, ma intendo "le persone medie".
Agire e vestirsi come i Tokio Hotel è sbagliato, ad esempio, così come lo è dare ascolto a quelli della Lega Nord o alle sette che promuovono il sudicio di massa. Che male c'è, però, nel vestirsi con una t-shirt normale ed un paio di jeans normali? Abiti sobri, magari in tinta unita e con pochi fronzoli. Una camicia NON ROSA e senza paillettes, un paio di pantaloni senza strappi, buchi o ferraglia... Che cosa c'è di male nel portare il cappello e/o gli occhiali da sole SOLAMENTE quando c'è il sole!? Credete che vi renda più furbi o più belli girare di notte o al chiuso con il cappellino e gli occhiali scuri??? Io credo che sia compito di ciò che abbiamo dentro il renderci diversi dagli altri. E' con i fatti che si dimostra ciò che si è e quanto si vale, non con magliette rosa e fuxia da 200euro e pantaloni che mettono in mostra mutande che nessuno ha chiesto di vedere. Spesso, poi, chi cerca di essere "diverso" dalla massa si rende conforme ad un'altra massa. Pensate ai punkabbestia, ad esempio. Vivono da disadattati, vestiti di stracci e puzzano. Questo perché non si sentono adatti alla società e vogliono essere diversi. Però uno che fa questa scelta di vita diventa parte di un altro gruppo, quello dei disadattati e dei punkabbestia! Un disadattato non è riconosciuto come "Antonio Vattelapesca, l'uomo che ha avuto il coraggio di distaccarsi dalla massa e bla bla bla"... viene indicato come "Quel pezzente che dorme per strada, fa c****e il suo cane sui marciapiedi e chiede l'elemosina invece di cercarsi un lavoro".
Uno che si veste da rapper americano in Italia, oltre a far ridere i polli, non è diverso e anti-conformista! E' semplicemente conforme al gruppo dei rapper e come tale verrà indicato.
Se "sei" come gli altri, eviti un sacco di problemi. Generalmente, ad esempio, se uno sente il bisogno di affermare la sua identità con la diversità forzata è per problemi di autostima e di inserimento nel proprio mondo. Vestendosi "diversamente", però, uno viene additato ovunque e deriso. Questo, chiaramente, non giova di sicuro alla sua già debole autostima e risulta, quindi, controproducente.
C'è chi riesce a rendersi anti-conformista senza poter essere iscritto in un gruppo preciso e qui posso concedere un punto di lode. Ciò non toglie che l'essere diversi causa problemi, poiché si tende ad essere emarginati. Certo, ognuno ha la sua personalità e questa è una cosa meravigliosa... però, al giorno d'oggi, sarebbe anche necessario domandarsi quanto valga la pena mostrarla vistosamente agli altri piuttosto che tenerla per sé e mostrarla, invece, con le azioni. All'interno della società, certe scelte si pagano a caro prezzo. Spesso con l'esclusione dal gruppo. Certo si può fare la scelta consapevole di correre il rischio e chi fa tale scelta penso sia degno di encomio. Rimane sempre da decidere chi sia al di là e chi al di qua del sottile limite tra coraggio ed idiozia. C'è chi ha la forza di tenere in piedi i suoi ideali e il suo stile di vita anche a costo della emarginazione... conosco persone che lo fanno bene, ma che non sono tra le più "stabili" e felici al mondo, devo dire la verità.
Non c'è nulla di male nella mediocrità, nella vita normale, lontana dai riflettori e dagli sguardi indagatori della gente. Si può avere e mostrare una personalità particolare anche senza andare in ufficio in pigiama o girare per strada scalzi.

Come ho detto, si dovrebbe dimostrare con le azioni la propria diversità, nella vita quotidiana. Anche questo, però, va fatto con SENNO, per l'amor di Dio! Come sapete, chi scrive abbraccia gran parte degli ideali della cultura hippie, ma questo non significa che io vada in giro con dei fiori in testa e fermando le ragazze per strada proponendo loro l'amore libero. Io sono un pò teatrale, caratterialmente parlando: mi piacciono le cose disperate, sentimentali, i grandi Gesti, etc. Sostengo spesso che la mia vita SOMIGLI AD un telefilm... ma sono consapevole del fatto che non lo sia! Negli ultimi tempi, tra me ed una persona, questo sembra essere stato perso di vista. Sembra davvero che entrambi siamo convinti di essere personaggi su di un palcoscenico! E la cosa non va per niente bene. Ci vuole un contatto solido con la realtà, c***o. Francamente non pensavo di dover essere io a dire questo, eppure...
Qui sembra davvero tutto una ridicola messa in scena! Paroloni, adii, frasi disperate... sembra Beautiful davvero. Ad esempio, nella vita reale avete mai sentito di due persone che smettono di sentirsi pur NON avendo litigato, volendosi bene e stando bene in reciproca compagnia!? NO! E questo perché non ha senso. Lo avrebbe in un film di terza categoria, in una sdolcinata serie tv... ma non nella realtà! Bisogna capirlo, questo. L'essere diversi non significa per forza DOVERSI comportare in maniera non umana, suvvia! Questa è la VITA REALE e non si può abbandonare una persona dicendo testualmente: "Un giorno ci rincontreremo!". Servono spiegazioni materiali, ci vuole un motivo valido per fare certe scelte, ci vogliono onestà e chiarezza nell'esporre le proprie ragioni. Dopo il "Un giorno ci rincontreremo" l'immagine non sfuma verso il nero inquadrando il tramonto! NELLA VITA REALE c'è gente che rimane a farsi domande a sentirsi presa in giro. Mi sembra assurdo - ripeto - essere proprio io a dirlo... però sembra che io non sia l'essere più teatrale e "cinematrografico" che esiste! Qui si è perso da un tot il contatto con la realtà, mi dispiace.
Anche nell'essere "un mondo a parte", nell'essere diversi da tutti gli altri ci deve essere una razionalità. La ragione deve controllare anche queste cose.

0 commenti: